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Un Amore nel Diciannovesimo Secolo



Era una calda notte d'estate nella splendida villa veneta del conte. La grande sala era illuminata dalle candele, le tende di seta svolazzavano leggere al vento che entrava dalla finestra aperta e gli invitati si godevano la musica del pianoforte suonato dal talentuoso musicista che il conte aveva ingaggiato per l'occasione.


Tra gli ospiti c'era una giovane di nome Giulia, con i suoi capelli biondi raccolti in un elegante chignon e un vestito di seta azzurro adornato da perline e pizzi. Era affascinata dalla bellezza della villa e dallo splendore della festa, ma i suoi pensieri erano rivolti ad un uomo che non era lì con lei: il suo amato Alessandro, partito per l'America in cerca di fortuna.


Vagava tra i tavoli dei buffet, un tripudio di colori, sapori e profumi. Sui tavoli imbanditi con tovaglie di lino bianco, si trovavano una varietà di piatti sfiziosi, tutti serviti in eleganti piatti di porcellana e posate d'argento. C'era un'ampia selezione di antipasti, insalate miste, affettati e formaggi, accompagnati da salse, miele e pane appena sfornato. I primi piatti erano da ricchi risotti con funghi porcini e con gli asparagi di Bassano, mentre i secondi includevano carni bianche e rosse cucinate in modo raffinato.

Le verdure fresche di stagione erano presentate in diverse preparazioni, gratinate, saltate in padella con aromi e spezie, o semplicemente cotte al vapore.

Infine, i dolci erano una selezione di prelibatezze artigianali, torte, pasticcini e biscotti, accompagnati da una scelta di caffè, tè e liquori pregiati. Tutto questo era accompagnato da una selezione di vini locali e internazionali, serviti da sommelier esperti.

Giulia non se ne intendeva, ma si chiese se alcuni di quei vini potessero provenire dall'America...


In cerca di qualcosa da gustare, la giovane inciampò accidentalmente su un tappeto mal posizionato. Il tempo sembrò fermarsi per un attimo e stranamente non si preoccupò della caduta, ma ebbe tutto il tempo di ammirare il magnifico arazzo tessuto a mano con filati pregiati. Il suo disegno è composto da intricati intrecci di fiori e foglie, con un gioco di colori che va dal verde scuro al rosa tenue. La trama è morbida al tatto e le frange ai bordi donano un'ulteriore eleganza al manufatto. Nonostante la bellezza del tappeto, il suo spessore risulta un po' ingombrante e forse per questo Giulia ha finito per inciamparci.

In quel momento, sentì delle mani che la afferrarono per impedirle di cadere.

Un uomo dall'aspetto elegante e raffinato, con un portamento fiero e sicuro di sé. Aveva i capelli neri e gli occhi scuri, che sembrano scrutare l'animo di chi li guardasse con intensità.

Era lui, il suo amato Alessandro, tornato dopo tanto tempo proprio in quella notte.


I loro occhi si incontrarono e si scambiarono un lungo sguardo che disse tutto senza bisogno di parole. Si presero per mano e si allontanarono dal trambusto della sala, raggiungendo il giardino illuminato da luci soffuse.


Il giardino era immerso nella penombra, illuminato solo dalle luci delle lanterne appese tra gli alberi e dai fasci di luce che provengono dalle finestre della villa. Il profumo dei fiori si mescolava con l'aria fresca della sera, mentre il leggero fruscio delle foglie degli alberi accompagna il dolce suono della musica che proveniva dal salone principale. I viali del giardino erano punteggiati di fontane e statue di marmo bianco, che si stagliavano contro l'oscurità, dando all'atmosfera un'aura di mistero e fascino. In lontananza si poteva udire il canto di qualche animale notturno e il suono dei cicale, ma il giardino sembrava isolato dal mondo esterno, come se fosse un'oasi di pace e tranquillità.


Mentre camminavano, Alessandro raccontava a Giulia delle avventure vissute in America e di quanto avesse pensato a lei ogni singolo giorno.

Alessandro aveva sempre sognato di viaggiare e di esplorare il mondo, e quando la sua famiglia decise di espandere le loro attività commerciali in America, non esitò a offrirsi volontario per il compito. Il viaggio attraverso l'Atlantico fu lungo e difficile, ma Alessandro era determinato a fare del suo meglio per la sua famiglia e per sé stesso.

Una volta giunto in America, Alessandro iniziò ad esplorare il territorio, visitando città e incontrando persone di tutti i tipi. Scoprì che gli affari in America erano molto diversi da quelli in Europa, ma grazie alla sua determinazione e alla sua intelligenza, riuscì a imparare rapidamente e a trovare il suo posto nel nuovo ambiente.

Un'avventura che Alessandro ricordava con particolare affetto fu quando visitò il Far West, ancora in gran parte inesplorato. Si unì a un gruppo di esploratori e trascorse mesi a viaggiare attraverso le praterie, dormendo sotto le stelle e cacciando per sopravvivere. Nonostante le difficoltà e i pericoli, Alessandro amava l'esperienza di essere in contatto con la natura e con una cultura così diversa dalla sua.

Ma non tutte le avventure di Alessandro furono così piacevoli. In una occasione, durante un viaggio in mare per incontrare dei clienti, la nave su cui si trovava fu colpita da una tempesta. Alessandro fu costretto a lottare contro le onde e il vento per ore, temendo per la sua vita. Alla fine, la nave riuscì a raggiungere la costa sana e salva, ma l'esperienza rimase impressa nella memoria di Alessandro come una delle più spaventose della sua vita.

Nonostante le avventure e le difficoltà, Alessandro continuò a dedicarsi al lavoro e alla sua famiglia, costruendo un patrimonio di successo negli affari in America. Ma non dimenticò mai il suo vero obbiettivo: tornare in Italia per poter finalmente sposare Giulia.

La giovane era felice e commossa, sentiva che il suo cuore si riempiva di gioia e amore.


Si fermarono davanti a un piccolo ponticello che attraversava un ruscello. Con un gesto gentile, Alessandro prese la mano di Giulia e la invitò ad attraversarlo.

Giunti al centro del ponte, Alessandro si voltò verso Giulia, prendendole delicatamente il volto tra le mani. Lo sguardo di Giulia si posò sul viso di Alessandro, che a sua volta le sorrise, guardandola negli occhi.

"Ecco, Giulia, sono qui con te, in questo luogo incantato, per dirti che ti amo e che non posso immaginare la mia vita senza di te", disse Alessandro con voce ferma ma tenera.

Giulia lo guardò sorpresa, ma con un sorriso timido sulle labbra.

"Alessandro, non so cosa dire..." rispose Giulia, con la voce tremante.

"A te non serve dire nulla, cara Giulia. Ti chiedo solo di accettare di diventare mia moglie e di farmi l'uomo più felice sulla terra", disse Alessandro, tirando fuori dalla tasca un piccolo cofanetto di velluto rosso e aprendolo, mostrando l'anello di fidanzamento.

Giulia scoppiò in lacrime di gioia, guardando l'anello con stupore e ammirazione. Alessandro glielo infilò con cura al dito, poi la prese dolcemente tra le braccia e le baciò la fronte.

"Io ti amo, Giulia, e voglio passare il resto della mia vita con te", disse Alessandro con un sorriso radioso sulle labbra.

Giulia si avvicinò ancora di più ad Alessandro, sentendo il calore del suo respiro sul volto. Si abbandonò tra le sue braccia, sentendo il suo cuore battere all'unisono con il suo. Era l'inizio di un'avventura insieme, in un mondo dove il loro amore sarebbe stato l'unica cosa capace di superare qualsiasi difficoltà.


Lontani dalla festa e dalle chiacchiere degli ospiti, i due amanti ballarono lentamente sotto le stelle, sulle note della musica del pianoforte che si sentiva in lontananza. La notte sembrava non avere fine, la villa veneta li aveva avvolti in un'atmosfera magica e romantica, come se il tempo si fosse fermato solo per loro due.

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